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30 dicembre 2010

La posizione del PD e il documento di Marino (e altri) sulla questione Mirafiori

La questione Mirafiori com'è prevedibile scalda gli animi. E' uno di quei temi dove purtroppo in Italia - come per quasi tutti i temi in effetti, pensandoci bene, dai massimi sistemi alla formazione della nazionale di calcio - si ragiona un po' per tifoserie, schemi precostituiti, di pancia. In rete sto leggendo le castronerie più disparate, frutto di una lettura ideologica e frettolosa della cosa. Ci sono anche obiezioni assolutamente concrete e condivisibili, mosse dalla preoccupazione che atti unilaterali, ricatti, non possano portare a nulla di buono, specie sul tema della rappresentanza sindacale. E' questo è assolutamente vero. Così com'è altrettanto vero secondo me, che il ditino non si può puntare solo contro Marchionne o la Fiat, ma anche se non piuttosto contro una classe dirigente e politica assolutamente incapace negli anni di pensare una riforma del diritto del lavoro in grado di stimolare concretamente la produzione, gli investimenti e l'innovazione, invece che fossilizzarsi con incentivi, rottamazioni, soldi a pioggia etc. Una cosa però è certa: laddove si trovano interlocutori un minimo informati, si può trovare magari critica, ma certamente è netta la consapevolezza che così non si può andare avanti. Il documento proposto oggi da Marino, Ichino e altri, mi sembra perfetto per fare il punto e ripartire con proposte concrete e serie. Così come mi sembra condivisibile pure la posizione ufficiale fatta assumere dal PD da Pierlu, dove si sottolinea proprio la contrarietà al dispositivo sulla rappresentanza sindacale. Innovare è faticoso, ma è l'unica strada possibile (cit.).

3 commenti:

marcocampione ha detto...

concordo e ne ho scritto a lungo sul mio blog (non tedio te e i tuoi lettori con i link).

concordo anche sulla posizione "ufficiale" (alla fine è una mediazione al rialzo, cosa rara in politica) con un caveat che mi piace condividere con te per capire cosa ne pensi.

dire si agli investimenti, no alla parte sulla rappresentanza è una posizione che imho regge solo se

1) quel si agli investimenti si traduce in si all'accordo

2) si avanza una proposta sulla rappresentanza (e quindi il partito dovrebbe sposare la linea ichino marino et al. o fare SUBITO una proposta alternativa credibile)

invece se ascolti l'intervista a sky [http://www.youtube.com/watch?v=FcKwiRo48sM] su quei due punti dice:

1) rispetteremo le scelte degli operai
2) la legge deve venire dopo l'accordo tra i sindacati

va bene, figurati, ma come al solito non si ha il coraggio di andare fino in fondo

Anonimo ha detto...

Massimo Marini: non ho capito una cosa, dal tuo blog. Ma tu da che parte stai? Sei del PD? E allora perchè parli di Bersani esattamente negli stessi toni con cui io (che pure sono del PD) parlo di Berlusconi? Va bene la dialettica interna, ma non ti sembra che dovresti dimostrare verso il segretario nazionale maggiore sostegno e solidarietà? Saluti, Paolo.

Massimo Marini ha detto...

@marco, verissimo. Hai visto Donnie Darko? Nel caso di sì, Bersani è decisamente preso dalla "paura"

@Paolo, ti sei accorto che hai messo questo commento proprio in un post in cui invece elogio il segretario? Comunque, per come la vedo io, i fedeli in chiesa, i tifosi allo stadio. Due categorie che con la politica, dunque con la vita vera e concreta, c'entrano poco. Io del PD, dell'opposizione, comunque dell'alternativa in generale, avevo un'idea parecchio diversa - una sinistra più moderna, liberal (ho sostenuto Marino ed è per la sua idea + quella del lingotto che mi sono iscritto al PD). Dunque è inevitabile che sia critico nei confronti di questa gestione molto socialdemocratica del partito. Ad ogni modo rimango ultraconvinto, soprattutto per la mia esperienza personale, per le persone che ho conosciuto nel partito sardo, che il partito democratico rimanga l'unica possibilità per questo Paese. Sarò sempre leale nei confronti della ditta, ma mai propagandistico.

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